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apertura ufficio italiano di LD LUXURY REAL ESTATE INVESTMENT - 03 maggio 2009 ore 18.30 forte dei marmi

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"L'ITALIA CAMBIA APPEAL" - "Il Sole 24 ore" del 20/09/2008


La Toscana, con la più lunga tradizione in fatto di seconde case acquistate da stranieri, perde la leadership. Complici un mercato saturo e con quotazioni altissime, e i nuovi scali low cost che hanno reso facilmente raggiungibili la maggior parte delle regioni italiane, ampliando l'offerta ed il bacino dei potenziali clienti, oggi numerosi anche dal Nord e dall'Est dell'Europa.
Scenari Immobiliari stima in 3.100 gli acquisti di seconde case realizzate da stranieri in Italia nel 2007, l'8% del segmento, per un investimento di oltre 1,1 miliardi di euro: circa il doppio rispetto alla prima rilevazione del 2003. Il Lazio diventa la destinazione più gettonata attirando il 25% degli investimenti a fronte del 20% della Toscana; l'Umbria, con il 10%, tiene sugli ultimi due anni.
E' boom per Puglia e Marche: la prima passa dal 3% del 2003 al 12%, la seconda dal 2% all'11%. Intanto l'Abruzzo avanza trasformando l'1% di cinque anni fa in un 6%.
Lo straniero che acquista in Italia predilige i casali, le dimore di charme, la case di campagna, anche da ristrutturare, dispone di un budget medio di 370.000 euro e non di rado arriva oltre il milione. Nel Lazio, dopo il viterbese, si comincia a cercare anche nel reatino e nell'alta Ciociaria.
"Alcuni stranieri" – dice Silvana Capitini, presidente Fiaip provincia di Viterbo – "hanno acquistato a Capranica e Tarquinia. Lo scorso anno la zona di Montefiascone è stata molto richiesta dagli inglesi e quella intorno al lago di Bolsena da tedeschi e olandesi. Casali e case di campagna cominciano però a scarseggiare. Quanto ai prezzi, variano molto: da 500.000 sino a 3-4 milioni di euro".
In Toscana, i russi hanno preso d'assalto Forte dei Marmi. E' una clientela che non bada a spese, dicono in molti, se una cosa piace la comprano. Ma sono anche, sostengono altri, difficili da accontentare, per certi versi imprevedibili.
"Non dispiace nemmeno Marina di Pietrasanta" – conferma Luca Bertelli, amministratore delegato di Ld luxury – "Qualcuno comincia a interessarsi alle tenute, preferite invece dagli americani, più orientati sulle aziende agricole in zone come Montalcino, intorno a Siena e nei perssi di Firenze".
Gli investimenti da oltreoceano, penalizzati dal cambio sfavorevole, sono in generale ribasso mentre si affacciano giapponesi e cinesi che, si presume, saranno in futuro tra i maggiori compratori.
La Puglia é tra le rivelazioni degli ultimi anni. A scoprirla sono stati, inutile dirlo, gli inglesi. "Sino al 2001" – spiega Emanuele Dionisi, presidente della anglo-italiana Dionisi Property Search – "si comprava a poco prezzo. I proprietari si sono presto montati la testa e le cifre sono cresciute a sproposito. Di trulli e masserie ce ne sono ma tutti vogliono la collina con vista mare e questi oggetti cominciano a scarseggiare. Per mantenere appetibile la regione servono tuttavia infrastrutture e servizi e, in tal senso, c'è molto da fare".
Un aspetto su cui si sofferma anche Bruno Tommaso Traini, presidente di Domo Adriatico, fiera che si tiene a San Benedetto del Tronto, e che diventerà presto itinerante, nata per promuovere sui mercati dell'Est e del Nord Europa, la fascia del medio Adriatico, a partire dalle sempre più richieste Marche.
"Il nostro è un territorio incredibile" – afferma Traini – "ricco di casolari storici, masserie e ville ottocentesche, sparsi su dolci colline ed ex case di religiosi appena fuori le mura dei paesi. Nella Val Marecchia, nei dintorni di Pesaro, i vecchi mulini sono stati tutti acquistati dagli inglesi che li hanno recuperati mattone dopo mattone.
Alcuni borghi sono stati ristrutturati da privati costruttori e messi sul mercato estero. Come Borgo di Cavignano, in provincia di Ascoli Piceno. Sono esempi da imitare. Bisogna fare di più per valorizzare il territorio, e perciò il contributo degli enti locali è auspicabile e necessario".


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